la comunicazione paziente-operatore, e tra i diversi operatori
PROMUOVERE
l’assistenza diabetologica da parte di un team, adeguadamente formato
e completo nei suoi diversi componenti, con particolare riguardo al medico di medicina generale, all’infermiere specializzato e ad alcune figure di specifica competenza (psicologo, dietista, podologo/podiatra).
PROMUOVERE
l’auto-controllo attivo.
SUPERARE
le barriere alla terapia, farmacologica e non farmacologica.
FORNIRE
assistenza psicosociale, alla persona con diabete ed ai suoi familiari.
ATTIVARE
specifici programmi dedicati all’incremento delle attività motorie delle persone con diabete, modulati in base alla potenzialità personali.
INSERIRE
nella filiera assistenziale il ruolo fondamentale di un associazionismo
responsabile.
AUMENTARE
la sensibilità dei decisori verso sistemi di gestione delle cronicità.
INTENSIFICARE
la comunicazione tra bambino, familiare e operatore sanitario
GESTIRE
la fase di transizione tra l’assistenza diabetologica pediatrica e quella dell’adulto
PROMUOVERE
l’autocontrollo e l’autogestione
FORNIRE
assistenza psicosociale ai giovani con diabete e alle loro famiglie
ATTIVARE
programmi di informazione e l’assistenza in ambito scolastico
FACILITARE
l’inserimento dei giovani nei percorsi aggregazionali, ludici e sportivi
SENSIBILIZZARE
l’opinione pubblica sulla diagnosi precoce del diabete nel bambino
AUMENTARE
la sensibilità dei decisori istituzionali verso le esigenze individuali e familiari correlate al diabete giovanile
FORMARE
gli operatori sanitari per la realizzazione di un PDTA per il
diabete gestazionale.
REALIZZARE
campagne informative, anche attraverso organi di
stampa e mass-media, per sensibilizzare le donne alla problematica
dello screening, della diagnosi e del follow-up post-partum.
CREARE
in ogni regione una rete di assistenza per diabete in gravidanza
con collegamenti fra i diversi centri operanti a livello territoriale.
SVILUPPARE
protocolli condivisi, finalizzati a ridurre i parti pre-termine,
i tagli cesarei e l’eventuale sviluppo del diabete tipo 2 negli
anni successivi al parto.
INSERIRE
l’argomento “gravidanza” nei comuni piani educativi per
tutte le pazienti diabetiche in epoca fertile (accanto alla gestione
della dieta, delle ipoglicemie, dell’autocontrollo).
MIGLIORARE
la comunicazione tra pazienti, mediatori culturali e operatori
sanitari, per ottimizzare l’outcome materno-fetale nelle
gestanti diabetiche migranti nel nostro paese.